La maratona è una prova estenuante della resistenza umana. Percorrere 22 chilometri richiede più della semplice resistenza fisica; richiede grinta mentale, intensa disciplina e, spesso, un profondo senso di scopo. Sebbene la partecipazione alle maratone abbia registrato un aumento costante, crescendo di circa il 5% a partire dalla pandemia di COVID-19, è emersa una tendenza notevole: il maratoneta delle celebrità.
Dalle icone pop ai veterani di Hollywood, le star sono sempre più numerose sulla linea di partenza. Per questi personaggi pubblici, la gara raramente rappresenta solo un record personale. Invece, la maratona funge da piattaforma per la filantropia, uno strumento per la salute mentale e un modo per dimostrare resilienza di fronte alle avversità personali.
La ricerca della maestria e della disciplina
Per alcuni il pareggio è la pura sfida atletica e la disciplina meditativa necessaria per allenarsi.
- Harry Styles: La superstar del pop ha rapidamente scalato i ranghi della corsa sulla distanza. Dopo un finale di 3:24:07 a Tokyo, ha ridotto notevolmente il suo ritmo per segnare un 2:59:13 a Berlino, entrando nella categoria d’élite “sub-3”. Ispirato dall’autore Haruki Murakami, Styles vede la natura solitaria e ripetitiva dell’allenamento come un “mantra ipnotico”, tracciando paralleli tra il ritmo della corsa e la musica elettronica.
- Cynthia Erivo: La star di Wicked ha mostrato notevoli progressi, migliorando il suo tempo da 3:57:07 a New York dieci anni fa a 3:35:36 alla Maratona di Londra 2022. Il suo approccio è altamente tecnico e prevede un rigoroso programma settimanale di sessioni di “Fartlek”, lunghe corse e un meticoloso regime nutrizionale.
- Natalie Dormer: Conosciuta per il suo ruolo in Il Trono di Spade, Dormer ha dimostrato notevoli capacità atletiche con un tempo finale di 3:50:27 a Londra, sottolineando al contempo l’importanza vitale di una rete di supporto sociale comprensiva durante l’estenuante processo di allenamento.
Correre per una causa: scopo più che ritmo
Per molte celebrità, l’orologio è secondario rispetto all’impatto che la corsa può avere sul mondo.
- Colin Farrell: Durante la maratona di Dublino del 2024, Farrell ha dato priorità alla difesa piuttosto che alla velocità. Ha spinto un amico su una sedia a rotelle per gli ultimi chilometri per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’epidermolisi bollosa (EB), una rara condizione genetica. Per Farrell, la lotta fisica della razza era minore rispetto alle sfide quotidiane affrontate da coloro che convivono con la malattia.
- Ashton Kutcher: Dopo aver combattuto una rara malattia autoimmune che ha avuto un impatto sulla sua vista e sul suo udito, Kutcher ha utilizzato la Maratona di New York del 2022 come simbolo di guarigione. Oltre a raggiungere il traguardo in meno di 4 ore, ha sfruttato l’evento per raccogliere oltre 1 milione di dollari per la sua organizzazione no-profit, Thorn, che protegge i bambini dagli abusi sessuali.
- Jennifer Connelly: La vincitrice dell’Oscar ha utilizzato la sua corsa alla maratona di New York del 2024 per sostenere il Fred’s Team, l’ala di beneficenza del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, contribuendo a un movimento che ha raccolto milioni per la ricerca sul cancro.
Salute mentale, sobrietà e resilienza
Forse la motivazione più personale per correre una maratona è la connessione tra sforzo fisico e benessere mentale.
- Randall Park: Partecipando alla sua prima maratona all’età di 50 anni, il comico ha citato il desiderio di longevità e salute in seguito alla morte di suo padre come suo pilota principale.
- Carl Radke: Per la star di Summer House, la corsa è diventata un pilastro del suo viaggio verso la sobrietà, fornendo uno “sballo da corridore” che favorisce fiducia e felicità.
- Alicia Keys: Keys ha parlato dell’aspetto “mente sulla materia” della corsa, trovando forza nella resilienza di altri corridori, come quelli con arti protesici o problemi alla vista.
- Oprah Winfrey: Pioniere in questo ambito, il traguardo della maratona del 1994 di Winfrey ha contribuito a demistificare la corsa sulla distanza per il pubblico, inquadrando l’esercizio fisico come una potente metafora per affrontare le sfide della vita.
“La corsa è solo una caduta controllata”, afferma Ashton Kutcher, catturando l’essenza di questo sport: un equilibrio tra slancio, rischio e inevitabile lotta.
Conclusione
Che siano spinte dal perseguimento di statistiche atletiche d’élite, dalla necessità di finanziare enti di beneficenza che cambiano la vita o dalla ricerca di chiarezza mentale, le celebrità usano la maratona per raccontare storie del potenziale umano. I loro viaggi evidenziano che mentre la distanza fisica è fissa, il significato personale dietro ogni miglio è profondamente individuale.


























