Per gli individui con immunodeficienza primaria (PI), la terapia sostitutiva con immunoglobuline (Ig) è vitale per prevenire le infezioni e migliorare la salute a lungo termine. Questa terapia fornisce anticorpi dal plasma umano donato e viene generalmente somministrata in due modi: infusione endovenosa (IVIg) o infusione sottocutanea (SCIg). Entrambi i metodi sono efficaci se usati correttamente, ma la scelta migliore dipende in larga misura dalle esigenze e preferenze personali.
La scelta fondamentale: comodità contro controllo
Le ragioni principali per cui le persone passano da IVIg a SCIg non riguardano l’efficacia – entrambe funzionano bene – ma il modo in cui il trattamento si adatta alle loro vite. Costo, praticità ed effetti collaterali sono i fattori chiave per la maggior parte dei pazienti, come evidenziato dal dottor Vincent Tubiolo, specialista in allergie e immunologia. La decisione dovrebbe essere condivisa tra te e il tuo team medico.
Comprendere il passaggio all’autoamministrazione
Passare dall’IVIg alla SCIg significa assumersi maggiori responsabilità personali. Con IVIg, le infusioni vengono gestite da operatori sanitari in ambito medico. La SCIg, tuttavia, richiede l’autosomministrazione a domicilio dopo un’adeguata formazione. Sebbene ciò offra flessibilità, richiede anche la gestione delle forniture, il monitoraggio delle reazioni e la garanzia di un trattamento coerente.
Aspettatevi una formazione completa da parte delle farmacie specializzate, con infermieri che visiteranno la vostra casa per guidarvi attraverso il processo. In genere, sono necessarie almeno tre sessioni supervisionate prima che si possa prevedere un’amministrazione indipendente. Mantenere una scorta di farmaci, tubi di infusione, aghi e salviette antisettiche diventa una tua diretta responsabilità.
Per alcuni, questo controllo dà potere; per altri, può essere travolgente. Discutere apertamente queste preoccupazioni con il proprio fornitore è essenziale.
Effetti collaterali: cosa aspettarsi
Gli effetti collaterali sono una considerazione importante quando si decide tra IVIg e SCIg. L’IVIg è più incline a reazioni sistemiche come mal di testa, affaticamento, febbre e sintomi simil-influenzali. In rari casi può verificarsi meningite asettica (infiammazione attorno al cervello e al midollo spinale). Il pretrattamento con steroidi, liquidi e antistaminici può aiutare, ma alcuni pazienti hanno ancora difficoltà a tollerare le IVIg.
La SCIg generalmente causa meno effetti collaterali sistemici ma spesso provoca reazioni locali nel sito di infusione: arrossamento, gonfiore, prurito o lividi. Le creme anestetizzanti possono aiutare a mitigare il disagio e le reazioni tendono a diminuire nel tempo man mano che il corpo si adatta.
Frequenza e programmazione del trattamento
L’IVIg viene generalmente somministrato ogni tre o quattro settimane, richiedendo un’infusione di tre o quattro ore in un ospedale o in una clinica. La SCIg, invece, viene solitamente somministrata settimanalmente o bisettimanalmente, con sessioni della durata di 30 minuti o meno a casa. Questa flessibilità rende la SCIg attraente per coloro che non possono impegnarsi in lunghe visite cliniche.
Implicazioni finanziarie
I costi e la copertura assicurativa sono fattori critici. L’IVIg somministrata in ambito medico viene fatturata tra le prestazioni mediche, che potenzialmente includono le spese di struttura e amministrative. La SCIg viene spesso fatturata sotto i benefici della farmacia e spedita direttamente a casa, riducendo alcuni costi.
In generale, la SCIg è meno costosa, ma le spese vive variano ampiamente in base ai piani assicurativi e ai requisiti di autorizzazione preventiva. Il cambiamento non medico (l’assicurazione che impone un cambiamento nella terapia) è una preoccupazione crescente sia per gli utilizzatori di IVIg che per quelli di SCIg. Esamina attentamente i dettagli della copertura con il tuo assicuratore prima di cambiare.
Qualità della vita: l’impatto personale
Molte persone che passano alla SCIg apprezzano la maggiore indipendenza e la riduzione dei disagi nella loro vita quotidiana. La possibilità di programmare le infusioni in occasione del lavoro, della scuola o dei viaggi offre un maggiore controllo. Tuttavia, alcuni pazienti preferiscono la rassicurazione strutturata delle IVIg cliniche, soprattutto se l’autoinfusione provoca ansia.
Il dottor Tubiolo consiglia la SCIg quando possibile, a meno che il paziente non sia troppo malato per autosomministrarsi o abbia problemi di sanguinamento che rendono rischiose le iniezioni sottocutanee. In definitiva, coinvolgere i pazienti nel processo decisionale porta a una migliore adesione e soddisfazione.
La conclusione è che l’approccio migliore è quello che si adatta alla tua vita, alle tue preferenze e alle circostanze mediche.
Fonti editoriali: American Academy of Allergy, Asthma & Immunology, CVS Specialty, StatPearls, Frontiers in Immunologia, Immune Deficiency Foundation.

























